stanno già raccontando la nostra storia
e non siamo pronti a lasciare la scena
non abbiamo detto ancora una battuta
non pensavamo di essere già dentro,
la storia, la tragedia, la commedia,
stanno già raccontando la nostra storia
vuol dire che dobbiamo andare via
ostinatamente qualcun di noi resta
per cancellare le parti che non vanno bene
per raccontarne un’altra, per giocare l’eterno regista
oddio, stanno raccontando la mia storia
la stanno filmando con gli occhi
la stanno filtrando con emozioni appena nate
e tu li stai aiutando in questo
inesorabile
il figlio
mentre tu stai tenendo in vita il nostro sogno,
la vita si può cambiare
le nostre condizioni si possono mutare,
io comprendo forse per la prima volta il tuo sforzo;
mentre il destino si compie senza gloria
penso che nulla, infine, è stato vano
quasiperfetto
Atti oscenamente concreti, sono forse questi i momenti che stiamo cercando?
parole voluttuosamente uscite, a seguito di impeti emozionali,
questa è la zona di provenienza dell’atto autentico.
Parlai d’impulso e mi portò a desiderare il viaggio per unirmi alla sua esperienza,
per sentirmi vicino a lei, per condividere una stessa emozione,
l’emozione sacra, il non sentirsi mai a posto dentro,
e cercare nei luoghi lo spazio quasiperfetto per vivere in due
un posto reale che diventa ideale, utile a riandare con la memoria,
funzionale ad essere descritto come chimerico eden
lo spazio in cui puoi alloggiare in due, ma per poco, per poco tempo
per non bruciarti la mente, per rifarlo ancora.
nei due giorni seguenti nulla di autentico è stato trovato
poi il terzo giorno, un’emozione, ma ero crofts, gliele ho rubate
le emozioni sono autentiche, sono le tue,
ma ora non si mette in dubbio che ancora si possano provare
ora si cercano cose persone luoghi situazioni autentiche
l’atto autentico scevro da morale
autentica
il viaggio mi portò a scoprire l’obiettivo, cercare l’autenticità nella vita
provai a togliere il superfluo per vederne il nocciolo, l’uno, l’essenza
non funzionò, e non solo perchè occorrevano occhi ed orecchie nuove
le persone, forse solo rivolgendomi alle persone avrei trovato l’autenticità
ma era difficile, occorre porsi in modo non mediato da formalismi e maniere
e dover rinunciare ad eccentricismi ed eccessi è difficile, se attraverso loro
sopravvivi negli incontri mondani e nel commercio della gente
il viaggio ricomincia da qui, occorre sciogliere il nodo, il dissidio esteriore
scambio
inevitabilmente chiediamo
di entrare a far parte del mondo delle donne
di essere legittimati a dire e a fare
domani sfondo la porta e non chiedo permesso
non mi va più a genio questo scambio ineguale
la celebrazione della liturgia non avrà più luogo
la salda amicizia col maschio stupido sarà spezzata
girl from ipanema
oh quanto facile è stato staccarti da colei che rappresentava la tua ragion d’essere e di vita
oh che lieve adesso sentire il peso della non responsabilità
oh come è normale pensare che il conforto di altre braccia soccorra ancora i moti dell’animo
che una due tre bocche ti diano il respiro di cui non puoi fare a meno
umano troppo umano è il corpo
e non sappiamo resistere ad un battito accelerato
ma ti chiedo, torna ancora splendido sogno
opera
è dal sogno che non vuoi staccarti, non da lei, dai suoi baci, dai suoi abbracci
tu sogni come il figlio che sa come rimanere attaccato, perchè usa la magia
tu hai lasciato da troppo tempo la magia ed hai compensato con l’immaginazione
poi l’arte la poesia, ma neanche il suono più nuovo ed eccitante ora basta, semmai è bastato
ed ora sogni e coltivi il sogno e sogni con gli occhi ancora aperti
e dimentichi la vita fatta di persone, di accadimenti, di stanze che non si riempiono
tu compi questa scriteriata opera di vita
amara
ora ti spiego: mi sentì come uno che si vede costretto a lasciare un posto in cui il dolore dell’animo può tranquillamente scorrere senza che lasci ferite durante il giorno, senza che se ne avvertano le fitte lancinanti; un posto in cui dopo tanto tempo avevi ricordato che il bambino sogna, e può sognare; e l’adolescente progetta, ed ha senso progettare, non si progetta invano; un posto trovato dopo lungo tempo, un tempo durato lo spazio di una vita cambiata, dell’emergere di una nuova personalità dominante; lasciare quel posto per andare verso un approdo sicuro, con argini protetti; con la certezza di essere un approdo precario, tappa di un nuovo viaggio e di un futuro nuovo approdo;
no, non c’è nulla di vagamente duraturo né una promessa di infinita tenerezza nel nuovo posto
eppure andrò
mackie messer e brown
l’immaginario,
ciò che è ipotizzabile, e a volte ciò che concretamente si può fare ma non si fa per poca voglia di combattere, a volte anche solo ciò che è possibile,
viene a visitare la mia mente;
l’alleanza è ormai stretta al punto tale che i due vecchi amici non hanno bisogno più di vedersi, di ricordarsi, se non per pochi giorni al mese;
a meno che non vi sia un colpo grosso in vista, e allora per ore e giorni si rinsalda la fratellanza.
L’immaginario allora viene vissuto come reale, e questo può avere una logica; ma i rapporti con le persone ed i quotidiani eventi vengono alterati e nulla più è chiaro nella relazione.
Squarciare il sipario si deve quando si incontra il mondo fisico,
si deve squarciare il sipario.