ti credo
la linearità della tua coscienza
è dipinto nel tuo sguardo
hai scelto
le certezze, le rinunce
per questo
verba
le parole risuonano al nostro interno
creano il movimento del diaframma
influenzano il dna delle cellule
poi esce fuori di noi il suono
senza alcun effetto percepibile, per lo più
le parole sono efficaci dentro
è la coscienza fisica che ne è modellata
anche le parole pensate agiscono
Puskin
Non c’è traccia della strada,
ci siam persi, che facciamo?
Un demonio ci conduce
e ci porta in qua e in là.
… … … … … … … … …
Quanti sono! Dove fuggono?
perchè cantano dolenti?
Seppelliscono un folletto
o maritano una strega?
su di te
non ho dubbi; su di te
so che non t’ingannano i sentimenti
ma so che puoi cambiarli
tuttavia, non è ciò che mi spaventa
so di non conoscerne i meccanismi
ho dubbi, su di me, è certo
adoro un dio affascinante e illibertario
la lussuria e la pigrizia ne sono i custodi
ma il movimento allenta le tensioni
è l’antidoto che nutre la speranza
torno a seguire il dio delle piccole cose
lettere dal fronte
sembra che ci siamo mossi; lo dico non senza qualche ansia di errare, ma qualcosa ha sbloccato il funzionamento della macchina
debbo sforzarmi ancora per capire quale sia stato l’incidente; forse erano solo batterie vuote, ora di nuovo cariche;
forse un calcolo difficilissimo eseguito in anni che mi sono sembrati “luce”;
forse l’individuazione di un obiettivo che potrai condividere
non credo la paura di rimanere eternamente incompiuto, si può morire di paura e… sarebbe successo
o forse….forse la noia è diventata inedia, la pena insopportabile e la rabbia è esplosa e tu…
hai finalmente sbloccato la macchina, forse…
avrò mai una risposta, man?
sincronia
il presente andato troppo veloce ha prodotto un inevitabile arresto
la mente non ha controllato le contraddizioni dei sentimenti
la stasi che ne è seguita ha permesso al tempo di riallinearsi col presente
ora è nuovamente il momento delle decisioni, delle azioni, del coraggio
la responsabilità dell’uomo e la partecipazione alle scelte
la guerra per le idee e le scorribande sentimentali
la via della ricerca
via katalin
stanze vuote pareti bianche ambienti già disegnati
dentro metti l’anima di via katalin per riannodare un discorso interrotto;
ma sarebbe un errore, non possiamo tornare al punto di prima
e prendere una strada diversa, poichè ora siamo diversi
il vuoto si riempierà con l’elaborazione degli anni passati
tu sblocchi il meccanismo, il tempo è finito
sogno controllato
Il futuro cambia, se lo guardi; lo ha detto P. Dick.
Il futuro è il sogno ad occhi aperti, quando immagini ciò che potrebbe succedere. Quando immagini ciò che speri succeda. E non succede mai, o se succede, se ci pensi bene, qualche dettaglio cambia, e sarà la ragione di un nuovo suicidio.
Dal suicidio nasce un nuovo te stesso. In realtà vive in un mondo dei tanti possibili, nei mondi paralleli, nei mondi probabilistici.
La vita è un sogno ad occhi aperti, un mondo possibile.
La vita non ti permette di “vivere”gli altri mondi possibili.
Ma puoi immaginarli.
Il passo dopo è viverli.
straniero
Scelgo il posto straniero, alieno a me; desideroso di rinascere, di ricostituire structura, di connettere con psiche; essere ospite di me stesso, non conoscere l’esterno, non avere rimandi umani che ti riconducono a quello che sei fuori, come vieni percepito per gli atteggiamenti, i comportamenti, i vestimenti.
Ideale condizione.
Fatale situazione. Ora l’animo patteggia con soma, e con lo spirito epicureo. L’adulto boehmien cede le armi all’adolescente che reclama la spensieratezza dei momenti.
Ma il trionfo di lussuria e pigrizia scatena di nuovo lo spirito. E’ di nuovo ora di partire, ora senza un disegno preciso, ora è l’istinto di bestia che ci porterà, il fine stesso è ignoto perchè ora è l’animale che viene fuori, e l’animale non ha fine.
Prima di essere uomo.
siderali
Solo, im mezza alla pianura; senza mezzi; non c’è sole che mi dia fastidio; non c’è freddo che mi faccia tremare; non c’è pioggia; ma non c’è riparo. Non ci sono strade da seguire nelle quattro direzioni, ma si possono percorrere, le direzioni, senza intralcio, senza impaccio. Ma sono fermo. Ho provato a domandarmi, senza trovare risposte, cosa impedisca di muovermi, di cercare, di osare. Di ridere, di mangiare, di correre.
Solo ora comprendo: la risposta è che manca la risposta. Cioè non comprendo. Non si può comprendere un sogno grande. Non si può rispondere ad una sollecitazione che si vede troppo bella.
Non so quando tornerò a camminare. E perché di nuovo accadrà.